Perché mi candido

Il 25 e 26 maggio si voterà per le elezioni europee e si deciderà molto del futuro dell’Europa: da un lato ci sono i responsabili della crisi e del saccheggio che ha consentito a pochissimi di arricchirsi a dismisura, dall’altro chi queste politiche economiche le ha subite, a volte lottando nelle piazze, a volte restando impotente spettatore.

Potremmo assecondare la politica spettacolo, restando davanti ad uno schermo, tra “mi piace” e disgusto, oppure possiamo dire che la democrazia dovrebbe essere ben altro; potremmo continuare a subire una politica che distrugge le nostre vite e offende le nostre intelligenze oppure possiamo reagire, continuare a lottare. Possiamo rifiutare la partecipazione fittizia proposta da chi espelle i dissidenti o "cambia verso" alle proprie promesse. Possiamo e dobbiamo organizzarci collettivamente per costruire soggetti collettivi in cui partecipare davvero al cambiamento di cui abbiamo bisogno.

Potremmo continuare a lamentarci dell’assenza di una sinistra in grado di cambiare i rapporti di forza in un mondo sempre più iniquo o smettere di aspettare che arrivi il momento giusto in cui rompere gli indugi e costruirla in prima persona questa sinistra. Senza chiedere il permesso, senza aspettare un salvifico leader o le garanzie di chissà quale apparato. Spetta a noi.

Per la nostra generazione cui sembra essere preclusa ogni possibilità di una vita degna all’altezza dei propri sogni e delle proprie competenze, per i tanti, specialmente da noi al sud, che son dovuti emigrare, per i tanti che vivono ogni giorno i ricatti della precarietà e le umiliazioni di paghe da fame non c’è alternativa: serve impegnarsi in prima persona per costruire un’altra Europa, cambiare la politica, riconquistare la democrazia.

Per questo con tante e tanti altri con cui ho condiviso il cammino nelle piazze nei movimenti sociali e studenteschi, nelle lotte contro guerre, precariato, devastazione ambientale, razzismo, mafie... ho deciso con un po’ di incoscienza, pochi calcoli e molta determinazione, di candidarmi nel collegio sud per la lista L’Altra Europa con Tsipras.

È una candidatura di servizio? No. Senza dubbio è una candidatura al servizio di un percorso collettivo, ma non di pura testimonianza.
Mi candido per contribuire non in punta di piedi alla sfida difficile che spetta alla nostra generazione: ricostruire adesso un futuro per tutti e per ciascuno.

Non è tempo di timidezze, attendismi, tatticismi. È tempo di agire, costruire, trasformare.

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