Rispondere ai cittadini, non ai mercati - Riscriviamo l'Europa

 

Rassicurare i mercati”, “placare lo spread”, “fare sacrifici” sono state in questi anni tra le frasi più frequenti nel dibattito pubblico. Politici, economisti, editorialisti e media ci hanno spiegato che erano necessari sacrifici per rispondere alle esigenze delle borse mondiali. Ma la finanza speculativa è parte del problema e non della soluzione; è la principale responsabile della crisi, nata come crisi finanziaria e del debito privato e poi scaricata sul debito pubblico, complice una politica debole e subalterna a banche e speculazione.

L’altra Europa che vogliamo costruire è democratica, con un ruolo forte del Parlamento europeo e con strumenti di partecipazione diretta da parte dei cittadini a partire dall'rafforzamento dell'istituto dell'ICE (iniziativa dei cittadini europei). Serve un processo costituente dal basso, con un protagonismo dei cittadini d’Europa, con una centralità dei movimenti e delle istanze sociali,  che faccia del nostro continente una vera e propria unione politica e democratica. E perché il ruolo dell’Europa sia reale e concreto, il Parlamento europeo deve gestire un bilancio europeo degno di questo nome: dall’attuale 1,2% al 5% del Pil europeo, un budget frutto di una fiscalità europea. Togliamo il comando del gioco alle banche e diamolo in mano ai cittadini e ai loro rappresentanti democraticamente eletti.