Nuovo welfare e reddito minimo per precari e disoccupati - Riscriviamo l'Europa


 

Lo volevano fare da tanto tempo, ora finalmente possono. Con la scusa della crisi, un vasto schieramento bipartisan sta realizzando ciò che la destra europea sognava da 30 anni: smantellare lo stato sociale, eliminare i diritti di cittadinanza, riportare il lavoro a condizioni da Ottocento.

Può essere questa, l’Europa? L’Europa che vogliamo è quella che ha inventato il welfare, che ha costruito i sistemi di welfare più avanzati al mondo, che ha conquistato diritti e libertà che sembrano impossibili da raggiungere.

La nostra generazione, quella a cui era stata promessa la “piena e buona occupazione” della strategia di Lisbona, ora sta vivendo solo recessione, precarietà e disoccupazione di massa. E fanno pure passare l’idea che sia colpa nostra, perché non siamo abbastanza flessibili, mobili, schiavizzabili.

Le nostre energie e le nostre idee potrebbe essere risorse per il futuro, se non fossimo bloccati a fare stage gratuiti, lavori dipendenti travestiti da autonomi, part-time abusivi. Rompiamo le catene della precarietà: garantiamo a precari e disoccupati un reddito minimo, pari al 60% del salario mediano nazionale. In questo modo avremo il livello minimo di dignità e la continuità di reddito per poter dire di no a chi ci vuole schiavizzare, per pretendere e costruire nuovi e buoni lavori, che valorizzino davvero il contributo che possiamo dare al nostro futuro e a quello dell’Europa.